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Orto di casa tua

Come coltivare l’orto a casa tua in spazzi ristretti o anche sul terrazzo! Consigli pratici per avere un raccolto proficuo.

Consigliato per persone che hanno bisogno di scaricare lo stress!

Quando coltivando il nostro orto ci accorgiamo che esso non è solo il luogo fisico dal quale otteniamo ortaggi freschi, sani e saporiti, ma anche un modo per imparare a conoscere la natura ed i suoi preziosi insegnamenti. Nell’orto possiamo imparare a conoscere e rispettare il terreno, a prenderci cura delle piante osservandone la crescita e la loro evoluzione, dal trapianto alla raccolta. Ci renderemo conto che in questo splendido hobby il nostro impegno nel “fare” è determinante per raggiungere dei buoni risultati ma abbiamo anche bisogno di alcune informazioni di base sulle esigenze primarie delle piante che vogliamo coltivare. Di seguito i fattori determinanti per il successo nell’orto:

Il Terreno:

  • dovrebbe essere ben drenato, ricco di sostanze organiche, apportate frequentemente. Una superficie priva di avvallamenti, che provocano dannosi ristagni idrici, contribuirà a dare dei buoni risultati.

L’acqua:

  • acqua facilmente accessibile e sempre disponibile. Gestirla al meglio, senza eccessi né carenze, permette uno sviluppo sano e rigoglioso degli ortaggi.

La luce:

  • la luce è importante per la maggior parte delle piante da orto che necessitano di esposizione in pieno sole per almeno 7 ore al giorno per dare i migliori risultati.

Il meteo:

  • favorevole o avverso, contribuisce a rendere più semplice o difficoltoso il conseguimento del successo finale. È buona abitudine seguire le previsioni del tempo per regolarci sulle semplici azioni da mettere in atto, ad esempio prima di un periodo molto piovoso o particolarmente siccitoso.

L’orto: posizione ed esposizione

L’orto ideale, è baciato dai raggi del sole per la maggior parte della giornata. Cercheremo quindi di evitare di posizionare l’orto sul lato nord di un’abitazione o sotto l’ombra di grandi alberi per gran parte del giorno.
Anche nella scelta della posizione su dove collocare gli ortaggi e degli spazi da destinargli all’interno dell’orto, è bene porre una certa attenzione, onde evitare di farsi prendere la mano, perché qualora troppo fitte, le piante faticano ad esprimere al meglio il proprio potenziale produttivo.
Si consideri che le piante con forte accrescimento verticale, come pomodori, cetrioli, fagioli rampicanti, ecc. se posti dal lato più vicino alla fonte luminosa, crescendo potrebbero rappresentare una barriera ai raggi solari per le specie più basse.
Le specie a ciclo rapido come lattughe e lattughini da taglio, spinaci, ravanelli, rucola, cavoli a cuore, cavoli rapa, prezzemolo, ecc. si possono posizionare utilmente anche al fianco di piante più vigorose e tardive, trapiantandole nel medesimo momento, perché completeranno il loro ciclo prima di poter subire gli effetti negativi della competizione per la luce o sopporteranno discretamente un leggero ombreggiamento nel periodo finale della produzione.

L’orto: l’irrigazione

Per chi utilizza l’acqua di rubinetto è bene sapere che se è addizionata di cloro, prima di essere distribuita alle piante andrebbe lasciata riposare per alcune ore dentro botti o innaffiatoi all’aria, affinché questo disinfettante possa evaporare, evitando così il rischio di danneggiare i microrganismi utili del terreno e di rallentare l’accrescimento dei nostri ortaggi.
Le necessità idriche delle piante sono molto variabili in funzione di specie, età della pianta, temperatura esterna, esposizione, ecc.
Anche il tipo di terreno, che può trattenere più o meno acqua, ha un ruolo basilare nel dettare l’intervallo di tempo più o meno lungo che deve intercorrere tra un’irrigazione e la successiva. Per questo, conoscendolo al meglio sarà più facile non sbagliare. Come regolarsi allora? Basta tenere presente che ad inizio primavera la pianta necessita di poca acqua nel primo periodo dopo il trapianto. Subito dopo il trapianto si effettuerà una buona irrigazione. Poi per le piante da frutto (pomodori, peperoni, zucchine, cetrioli ecc.) si dovrà attendere che il terreno in superficie sia asciutto, prima di procedere ad una nuova innaffiatura, che non dovrà essere mai troppo abbondante. Per le lattughe la frequenza sarà maggiore, ma sempre attendendo una leggera asciugatura superficiale. Quando le piante saranno grandi e cariche di frutti e le temperature molto più elevate, aumenteremo notevolmente i quantitativi idrici, per non andare in carenza nelle ore più calde della giornata.
Nei periodi freschi, nel dubbio, attendiamo che le piante si dimostrino leggermente assetate prima di irrigarle, piuttosto che esagerare esponendole ai rischi di ristagno idrico, specialmente se la nostra esposizione non è in pieno sole a pomeriggio.
Nei periodi siccitosi è importante effettuare lavorazioni del terreno attorno alle piante affinché l’acqua d’irrigazione non si disperda nelle crepe da secco.